Il mercato automobilistico europeo entra in una fase in cui la regolamentazione determina maggiormente le scelte industriali rispetto alla domanda dei consumatori. Tra il regolamento sulla circolarità dei veicoli, le restrizioni Euro 7 sulla durata delle batterie e il crollo del valore residuo dei veicoli elettrici usati, le linee si stanno muovendo rapidamente.
Regolamento 2026/1738 sulla circolarità dei veicoli: cosa cambia per il settore automobilistico
Il regolamento (UE) 2026/1738 sulla circolarità dei veicoli e la gestione dei veicoli fuori uso prevede un’applicazione generale dal 1° settembre 2028. Questo testo modifica profondamente la progettazione stessa dei veicoli imponendo soglie di riciclabilità e regolamentando la presenza di sostanze preoccupanti nei componenti.
In concreto, i costruttori dovranno integrare fin dalla fase di design vincoli di smontabilità e tracciabilità dei materiali. I fornitori sono direttamente coinvolti: ogni pezzo dovrà rispondere a criteri di composizione documentati.
Per trovare tutte le informazioni auto su Info du Web, basta seguire le evoluzioni normative che ridisegnano il panorama del settore mese dopo mese.
La questione non è solo ambientale. Questo regolamento crea una barriera tecnica all’ingresso per i costruttori che non controllano la loro supply chain in Europa, in particolare alcune marche cinesi la cui integrazione verticale si basa su fornitori al di fuori della zona UE.

Passaporto batteria e vincoli Euro 7: durata delle batterie elettriche sotto controllo
Due dispositivi convergono per trasformare il mercato del veicolo elettrico usato. Il passaporto digitale della batteria, obbligatorio a partire dal 18 febbraio 2027, imporrà una tracciabilità completa tramite QR code: stato di salute (SoH), storico di carica, provenienza dei materiali. Ogni batteria di veicolo elettrico diventerà un attivo documentato, paragonabile a un libretto di manutenzione timbrato.
Parallelamente, Euro 7 introduce per i nuovi modelli omologati a partire da novembre 2026 soglie minime di capacità residua per le batterie delle auto elettriche e ibride ricaricabili. Queste soglie si estenderanno poi a tutti i veicoli nuovi venduti in Europa.
L’impatto sul mercato dell’usato è diretto. Un veicolo elettrico di cui la batteria mostra un SoH documentato e conforme alle soglie Euro 7 manterrà un valore residuo superiore a un modello precedente senza passaporto. Raccomandiamo ai professionisti del VO di prepararsi fin da ora a integrare questi dati nelle loro griglie di valutazione.
Cosa cambia il passaporto batteria per la rivendita
- Il SoH diventa un dato opponibile: un acquirente potrà richiedere la consultazione del passaporto prima di qualsiasi transazione, riducendo così l’asimmetria informativa tra venditore e acquirente.
- Le batterie senza tracciabilità (veicoli importati da fuori UE prima del 2027) rischiano una decurtazione aggiuntiva, in mancanza di dati certificati.
- I network di ricondizionamento dovranno adattarsi per fornire un passaporto aggiornato dopo l’intervento, pena il blocco della rimessa in circolazione.
Decurtazione delle auto elettriche usate: un mercato in rapida evoluzione
I veicoli elettrici usati subiscono decurtazioni massicce, un livello che rende il segmento attraente per gli acquirenti ma problematico per i noleggi a lungo termine e le flotte aziendali.
Il mercato del veicolo elettrico usato finalmente decolla in Francia, sostenuto da questo crollo dei prezzi. Modelli come la Renault Zoé, la Peugeot e-208 o la Dacia Spring vengono scambiati a tariffe che sarebbero sembrate impensabili due anni fa. Tesla non sfugge alla tendenza, con le Model 3 il cui valore residuo si riduce trimestre dopo trimestre.
Questa situazione crea un paradosso industriale. I costruttori che hanno investito massicciamente nell’elettrico vedono i loro modelli nuovi concorrere con i propri veicoli usati a prezzi stracciati. Il leasing, che dovrebbe proteggere il valore residuo, diventa un rischio finanziario quando i valori di riscatto programmati non corrispondono più ai prezzi del mercato reale.

Salone dell’Auto 2026 e offensiva dei costruttori cinesi in Europa
MG, BYD, Xpeng, Jaecoo e presto Geely occupano ormai un posto regolare nelle immatricolazioni mensili in Francia. La crescente presenza di marchi cinesi al Salone dell’Auto illustra la pressione competitiva che si intensifica sui costruttori europei.
Il rallentamento del mercato automobilistico cinese domestico accelera il bisogno di esportazione verso l’Europa. La sovrapproduzione locale spinge questi costruttori a proporre tariffe aggressive, spesso al di sotto della soglia degli equivalenti europei.
I punti di attrito per i marchi cinesi
- Il regolamento 2026/1738 impone vincoli di tracciabilità dei materiali difficili da soddisfare con catene di approvvigionamento esclusivamente asiatiche.
- La rete post-vendita rimane un freno: gli acquirenti francesi richiedono una rete di punti di servizio comparabile a quella dei marchi consolidati, cosa che pochi nuovi entranti possono garantire.
- I diritti doganali aggiuntivi sui veicoli elettrici importati dalla Cina, combinati con il rafforzamento normativo, riducono progressivamente il vantaggio tariffario iniziale.
Il mercato automobilistico di questa fine anno 2026 si gioca meno nelle concessionarie che nei testi normativi europei. Il passaporto batteria, le soglie Euro 7 e il regolamento sulla circolarità ridefiniscono le condizioni di competitività per l’intero settore.



